Stiamo comunicando nel modo sbagliato.
Forse anche tu, se hai un blog
Oggi vorrei far riflettere sul modo in cui i la maggior parte dei contenuti viene distribuita in rete. In particolare vorrei parlare della diffusa pratica di pubblicarli in un ordine cronologico in cui gli ultimi post hanno maggiore rilevanza rispetto ai contenuti meno recenti. Parlo dei BLOG.
Nei nostri Blog gli ultimi post hanno maggiore rilevanza rispetto ai contenuti meno recenti che perdono via via visibilità fino a quasi scomparire.
Perchè?
Capire l'elemento determinante.
Utilizziamo la pubblicazione a blog grazie a Cms come Wordpress e Joomla che hanno reso la pubblicazione di contenuti nel web a portata di tutti. Il Blog è nato diverso tempo fa ma è dal 2002 al 2007 che ha iniziato ad essere sfruttato fino a diventare oggi lo strumento di comunicazione online centrale per la maggior parte dei siti web. Ma utilizziamo questa forma di comunicazione perchè “ce la siamo trovata tra le mani” oppure perchè è davvero la più efficace?
Pensaci un attimo.
In un portale che diffonde notizie la data è fondamentale per scegliere se approfondire o meno la lettura del post ma in un sito che pubblica consigli, ricerche o tutorial no.
Penso ad un utente che entra in home su FuturaImmagine.com e trovando un titolo interessante nel footer passa a questo blog. Certo posso mettere in evidenza gli articoli più importanti sulla Sidebar, segnalare le Guide Gratis, ma è comunque una forma non corretta per offrire una visione di insieme sulle mie idee. Non funziona.
Ultimamente studio la User Experience e la Conversion Rate Optimization e mi trovo spesso disorientato quando navigo sui blog. Più volte ho scartato blog in cui non mi piacevano contenuti per poi scoprire, mesi dopo, che c’erano ottimi post… solo non erano i più recenti.
L'era del consumismo dei contenuti.
Applichiamo il modello del consumismo a qualsiasi cosa, inclusi i contenuti. Esattamente come un fazzoletto usa e getta il contenuto viene scritto per essere vissuto 3-4 giorni e poi sopravvive solo nella coda lunga dei risultati di Google:
Non pubblichiamo aggiornamenti
Non segnaliamo o ricondividiamo più il post
Se ci viene un’idea per un approfondimento scriviamo un nuovo post
Lo facciamo tutti, io compreso. Eseguo la manutenzione di una decina di articoli, i più letti e importanti, tralasciando tutto il resto.
Ci affidiamo totalmente a Google ma il motore di ricerca è ormai una roulette in cui le caselle verdi dedicate allo Zero (Adwords) occupano ben oltre l’80% della ruota (se la intendiamo come i risultati above the fold) e a vincere è sempre più spesso il banco.
D’altronde è l’unico posto in cui giocare, quindi dobbiamo adeguarci.
Capiamoci, Google è sempre LA FONTE primaria di traffico ma se vogliamo rimanere in carreggiata dobbiamo dobbiamo accorgergi che la strada ha cominciato a curvare da un pò di tempo. Non possiamo avere il controllo sulla quantità di utenti che arriverà al nostro sito ma possiamo intevernire sul rapporto con i nostri utenti e sulla loro User Experience.
Un nuovo modo per organizzare i contenuti
Trovo profondamente sbagliato che eseguendo una ricerca su Google sia possibile trovare infiniti risultati tutti troppo simili tra loro per poter capire quale cliccare. Anche all’interno dello stesso sito. Ad esempio per la chiave “Webhouse + colore” ho 92 risultati. Non vado oltre la prima pagina ma mi è comunque difficile capire cosa cliccare.
I post sono originali e diversi tra loro, sono interessanti e tutti hanno richiesto un grande impegno da parte degli autori…
..Come faccio a capire cosa leggere?
In un articolo di questo tipo la data di pubblicazione è ininfluente per valutare quale post è meglio leggere e tutto viene affidato al caso. Un elemento valido per la scelta (se io fossi Google e la gente non avesse la possibilità di taroccare i like) potrebbe essere il numero di commenti o di condivisioni sociali, ma la vera soluzione è nel sito e può adottarla solo l’editore.
Solo lui può accorpare contenuti simili suggerendo l’ordine di lettura e creando titoli in grado di aiutare gli utenti ad orientarsi tra i temi trattati.
Titoli che possano aiutare gli utenti ad orientarsi
è DIVERSO da
Titoli che aumentano il CTR dell’articolo in Serp o sui Social
Accorpare le informazioni, sintetizzarle e fondere post di più autori per creare articoli migliori e più esaustivi è l’unico modo per evitare che gli utenti smettano di leggere sovrastati dall’incessante offerta di contenuti della rete.
Qualche buona idea.
La prima cosa che possiamo fare (oltre a scrivere contenuti di qualità) è migliorare la navigazione del sito rimpiazzando il blog. Non so esattamente con cosa, non ho tutte le risposte ma comincio ad aver chiare alcune domande. Non dico che non debba essere evidente l’ultimo articolo inserito ma non lo trovo l’unico criterio di navigazione applicabile.
Un esempio interessante potrebbero essere i “percorsi di apprendimento” che aiutano gli utenti a navigare tra i contenuti più adatti a loro.
Chi è bravo ad organizzare eventi multidisciplinari sa che creare dei percorsi formativi è fondamentale per indirizzare gli utenti che approcciano un nuovo argomento… perchè non farlo online, nel nostro sito web, distinguendo tra le notizie che con il tempo dovranno passare in secondo piano e i contenuti evergreen?
Guardate ad esempio come hanno fatto qui i ragazzi di Gt per il convegno dell’anno scorso:https://www.convegnogt.it/2013/percorsi/
Non pensate sia più comodo rispetto ad un listone in cui tutti gli interventi sono scritti con una bella headline e pubblicati uno sotto l’altro?
E qui parliamo di 36 interventi, pensate quante informazioni la rete riesce a generare ogni giorno.
C’e’ da diventare pazzi, ci credo che Google si è rotto 🙂
Potremmo anche aggiungere informazioni che aiutano gli utenti a scegliere tra i contenuti indicando:
Quanto il post è importante per la comprensione dell’argomento
Quanto è lungo (tempo di lettura) e tecnico
Se l’utente (loggato o con cookie) lo ha già letto
Quante condivisioni ha avuto
… con un pò di brainstorming credo si possa fare davvero di più. Ovviamente non ho tutte le risposte e posso solo cercare di formulare le domande giuste in modo che siate voi a offrirmi nei commenti spunti per arricchire ulteriormente questo post. Google Plus ha forse fallito come Social Network di massa ma è una piattaforma eccezionale per i contributi.