Influencer o Esperto? La cosa fondamentale da sapere se hai un blog.

Lo leggi in solo 7 minuti

Il commento “Io scrivo per le aziende, non per i miei competitor” è probabilmente uno dei contributi più interessanti che ho letto settimana scorsa.

E’ stato lasciato su un post di Pennamontata da Skande e mi ha fatto molto riflettere su alcune cose che mi frullavano in testa già da tempo.

Per chi scriviamo nel nostro blog, perchè, e sopratutto qual è il limite di informazioni utili che dobbiamo pubblicare? Come sempre, dipende.

Per chi scrivi nel tuo blog? E perchè scrivi?

A differenza della normale homepage di un sito web, che deve assolvere a molti compiti, una landing page ha come unico obiettivo quello di risolvere un problema all’utente, rendendolo attraente per uno specifico target.

Occupandosi solo di questa azione le informazioni sono più concentrate e l’attenzione dell’utente viene meglio canalizzata in un percorso progressivo di approfondimento che, una volta ottenuta la sua attenzione, lo porterà a svolgere l’azione per cui la pagina web è stata progettata.

Possiamo dire che se molti consulenti vogliono posizionare le tue pagine su Google, una landing page ha come obiettivo quello di posizionare il tuo prodotto o servizio nella mente del tuo potenziale cliente affinché per lui siano l’unica soluzione per risolvere il proprio problema.

Non soluzione migliore. Non soluzione più economica. L’unica soluzione.

Essere l’unica soluzione ti consente di superare il problema del prezzo e quindi di lavorare sulla qualità. Lavorando bene fai esperienza e diventi sempre più bravo ed esperto.

Chi offre valore non ha problemi nel trovare nuovi clienti e di conseguenza il suo vantaggio rispetto alla concorrenza aumenterà sempre.

Io ho utilizzato questa strategia e la qualità della mia vita è frutto di questo metodo.s

Vuoi sapere quanto costa realizzare una landing page?

Se il piano di marketing definisce gli interventi che un’azienda deve svolgere per muoversi verso un’obiettivo, il blog aziendale svolge una funzione simile. Devi immaginare ogni tuo post come una freccia che indica una direzione. Tanto più le frecce saranno correttamente indirizzate tanto minore sarà la frizione con cui avanzerai verso il tuo obiettivo.

Per essere sicuro di muoverti nella giusta direzione devi definire gli obiettivi e seguire alcune semplici regole.

Regola numero 1
Il blog non è la tua Smemo e non hai più quindici anni.

Il blog è uno strumento finalizzato ad un risultato e il suo elemento più importante è la linea editoriale: ha il compito di definire il pubblico che vuoi raggiungere e le reazioni che i tuoi contenuti dovranno generare in chi li legge. Devi conoscere il pubblico del sito per cui scrivi e avere un obiettivo (se non nel breve almeno nel lungo periodo).

Quando scrivo per Webhouse ad esempio i post sono rivolti per la maggior parte a freelance; un post intitolato ‘quanto costa un sito web, le cose da sapere‘ non interesserebbe alla maggior parte degli utenti (i preventivi non li leggono ma li fanno).

Un post su come migliorare le Call to Action, addirittura, mi danneggerebbe.

L’unico risultato che potrei avere è che i miei concorrenti (che mi leggono) sistemino le loro cta, migliorando il loro tasso di conversione. 

Ma se il post sulle CTA su Webhouse mi danneggerebbe,
perchè ci ho perso un pomeriggio e l’ho pubblicato sul mio blog?

Perchè uno degli obiettivi del blog è quello di far capire ai miei utenti – le aziende – chi sono e in cosa sono specializzato. E’ per questo motivo che nella versione per FuturaImmagine.com l’ho riassunto in uno schemino grafico carino e facile da comprendere rispetto al post originale che è più articolato e prolisso.

L’ottimizzazione delle conversioni e la User Experience sono scienze che mi affascinano e aggiungono un importante plus ai siti web che sviluppo per i miei clienti.

INFLUENCER O ESPERTO,
COSA VUOI ESSERE DA GRANDE?

Influencer ed esperto sono figure molto differenti e spesso in contrasto tra loro. Conoscerne le caratteristiche ti permetterà di capire come funziona il gioco del web e decidere quale potrebbe essere la tua strada. Ecco cosa ho capito finora.

Come diventare un INFLUENCER.

Se vuoi essere un influencer il tuo obiettivo primario deve essere quello di raggiungere il più alto numero di utenti possibile. Il libro ‘fai di te stesso un Brand’ può essere un valido aiuto se vuoi avere una infarinatura generale dei players e dei playground con cui ti dovrai relazionare.

La cosa fondamentale è che nei tuoi post dovrai essere vario e originale ma non dovrai essere troppo specifico perchè davanti alla complessità la massa si sente inadeguata, rimbalza e accende la tv.

Se sei un influencer vivi dei tuoi follower e il tuo obiettivo sono le visite e (per indiretta conseguenza) le condivisioni dei tuoi post. La tua presenza in rete deve essere come una macchia d’oliosull’acqua.

Devi avere una buona cultura generale, sapere parlare di tutto, rispondere ai commenti ed essere bravo ad innestare discussioni. Puoi anche essere un super esperto ma devi ottimizzare il tuo lavoro sulla maggior superficie possibile. Più lo strato sarà sottile maggiore sarà il numero di follower.

La mancanza di approfondimenti specifici per un Influencer non è un difetto ma una caratteristica funzionale all’obiettivo.

E’ molto importante creare buone relazioni (malignamente definite do ut des) con altri influencer. E’ per questo motivo che si fanno interviste inutili a semplici professionisti. In altri ambienti queste cose non si verificano (ad esempio non ho mai sentito un idraulico che intervista un elettricista su quanto è bravo a collegare i fili). Ma sto scherzando, non vi offendete, capisco benissimo le meccaniche del gioco.

Nel suo libro Skande utilizza questa tecnica (e in un capitolo la spiega molto dettagliatamente).
“Ed ecco ora Luca Orlandini – massimo esperto planetario – che ci parla di Landing Page e di come costituiscano l’ingranaggio fondamentale affinchè i visitatori del sito diventino clienti”.

Io scrivo il mio trafiletto e mi sento importante (giustamente), poi quando esce il libro sono gasato, lo dico a tutti e lo condivido con una bella foto. Se uniamo la giusta strategia alla semplice emulazione di chi fa le cose solo perchè le fanno gli altri ecco che si sviluppa una meravigliosa ed efficace operazione di marketing. Visibilità per il libro, visibilità per chi è citato. Tutti vincono.

E’ per questo motivo che considero “fai di te stesso un Brand” un meraviglioso esperimento di psicologia sociale che si è rivelato (per me) molto più istruttivo del contenuto stesso del libro. Viene  dimostra con i fatti che un influencer può (appunto) influenzare gli acquisti e. Mentre vende il suo libro l’autore dimostra che sa fare il suo lavoro.

Da queste considerazioni passiamo alla…

Regola numero 2
Non esiste la fortuna.
Se qualcuno ha successo è bravo. Se non lo accetti o non capisci come funziona hai un problema. TU. 

Come diventare un ESPERTO.

Se vuoi essere un esperto il tuo percorso è diametralmente opposto. Il tuo obiettivo deve essere quello di entrare come una spada in un argomento per sviscerarne e studiarne tutte le sfaccettature.

La parola d’ordine è approfondire leggendo post in inglese perchè il mercato americano è più ampio ed offre ecosistemi più ospitali per le aziende che vivono nelle nicchie di mercato.

Unbounce ad esempio parla di Landing Page perchè offrono strumenti per creare LP e fare AB test. 
In Italia al massimo puoi leggerti il blog delle Pagine Gialle che ti spiega come è facile creare siti web che non servono a un cazzo.

Se vuoi essere un esperto devi essere come un Iceberg.

La maggior parte delle cose che sai devi tenerle per te, sommerse, per i tuoi clienti e i tuoi progetti. Studiare è fatica e nessuno fa beneficenza, quindi se nel mio post sulle CTA ci sono 10 consigli significa che devo averne sviluppati almeno altri 5 solo per me.

Le Skills di un esperto possono essere sviluppate in una struttura a T in cui in verticale puoi sommare alcuni tipi di competenze.

Un esempio di un mio ipotetico schema potrebbe apparire così:

Le regole che un Esperto deve seguire sul suo blog sono 2:

1. Non dire tutto quello che sa.

 

Ma torniamo a noi.

Un esperto non vive dei propri follower ma del lavoro per i suoi clienti che sono le aziende. Le relazioni sociali con gli Influencer sono meno importanti e per questo – secondo me – il rapporto tra Esperti è generalmente più sincero e disinteressato.

L’unico motivo per cui un esperto può spantegare tutta la sua conoscenza è quello di puntare ad un lavoro nel campo della formazione. Pubblicando contenuti ricchi avrai la possibilità di farti conoscere e far girare il tuo nome in rete così da essere conosciuto e ricordato la prossima volta che in un convegno ci sarà un posto libero.

Se punti alle aziende e spanteghi sei fuori strada come quei freelance che nel proprio blog parlando male dei propri clienti.

In linea di massima credo che parlare male di qualcuno sia sintomo di insicurezza. Ognuno di noi è bravo in qualcosa e vedere il lato peggiore ci impedisce di cogliere sfumature che potrebbero farci migliorare.

Regola numero 3

Cerca di prendere il meglio da tutti.

Se Newton è stato ispirato dalla mela significa che in testa anche tu hai idee fighe che aspettano solo di essere liberate da uno stimolo. Se tieni la mente aperta tutti possono insegnarti qualcosa.

Non esiste una strada più facile.

Essere un influencer non è una scelta migliore o peggiore rispetto ad essere un esperto e il livello di impegno per riuscire è il medesimo. Il mercato è saturo e quindi ti devi sbattere comunque per avere risultati, ma ognuno di noi è fatto a modo suo e quindi tu puoi essere naturalmente più predisposto per una cosa o per l’altra. E’ questione di carattere e conta molto, moltissimo quello che ti piace fare perchè avrai comunque molto lavoro davanti.

Io al momento non sono un influencer e non sono un esperto ma mi trovo più a mio agio nel secondo percorso per cui ritaglio ogni giorno un pò di tempo per studiare e approfondire. Forse un giorno potrò essere esperto, poi magari diventare guru, evangelista e infine profeta.

Ecco profeta mi piacerebbe.

Haha, scherzo eh, era solo per sottolineare quanto trovo ridicoli certi termini. 
We are students.

Un'ultima considerazione interessante che devo scrivere da qualche parte.

Se la diffusione di un articolo è slegata al suo livello di approfondimento (dipende da 6 leve del passaparola analizzate da Berger di cui parleremo in un prossimo post) allora l’autorevolezza è slegata dalla qualità di un contenuto e i segnali sociali di un post potrebbero essere un elemento fuorviante per la determinazione del suo rank nelle Serp.

 

Ma perchè ho scritto questo post? Solo per me, perchè ne avevo voglia, come sulla Smemo. Potevo farne tre post ma who cares? In fondo il mio lavoro è un altro 🙂

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CONTESTO DI VALIDITÀ

Siamo un’agenzia di marketing specializzata in acquisizione clienti online nel mercato dei professionisti e delle piccole e medie imprese. Luca Orlandini, founder di FuturaImmagine, ha oltre 18.000 ore di esperienza specifica nello sviluppo di Landing Page e Strategie di Conversione.

Quello che leggi in questo blog è frutto di esperienza diretta e trova la sua piena validità nel contesto in cui opero: parlo di cosa funziona per aziende come la tua, non per multinazionali o start-up che si trovano in USA.

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